Salve, posso farle una richiesta un po' scema? (follie in libreria)

egoteque:

“Salve, posso farle una richiesta un po’ scema?”.
“Mi dica pure”.
“Allora, io non so se è possibile ma vorrei chiedere se avete in negozio un libro per mia figlia che sto cercando da qualche giorno. C’è però un problema che non so se si può affrontare: io di questo libro non conosco l’autore. Voi potete provare comunque a vedere se l’avete in casa?”.
“Beh, se lei sa il titolo, certo che possiamo”.
“Il titolo? Certo che lo so, anzi è l’unica cosa che so. Il libro si chiama Il conte di Montecristo. Però non conosco l’autore e mi dispiace tantissimo mettervi in difficoltà. Con tutti i libri che ci sono qua”.

***

“Salve, una mia amica mi ha parlato di un libro che ti spiega come fare i figli.”
“Scusi, non ho capito”.
“Ah, ah, ah, scusi lei, mi sono spiegata male. Questo libro spiega come fare o un maschio o come fare una femmina. Guardi, io ho tre figli e mi sono usciti tutti maschi. Bastaaaa, non ne posso piùùù! Adesso voglio una femmina. La mia amica mi ha detto allora che c’è questo libro che spiega alcune tecniche per decidere il sesso. Lei ne sa qualcosa?”. 

***

“Salve, mi servirebbe Romanzo Criminale”.
“Sì, glielo vado a prendere” 
(Vado e torno con Romanzo Criminale in mano).
“Eccolo signora”.
“No, non è questo”.
“Signora, di Romanzo Criminale io conosco solo questo”
“No, quello che dico io è un romanzo che parla della banda della Magliana. Impossibile che sia questo”.
“Questo parla della banda della Magliana, non si scappa”.
“No, è impossibile, quello che ho visto a casa della mia amica aveva una copertina diversa e…”
“Le copertine spesso cambiano. Dipende dall’edizione o se hanno fatto un film tratto dal libro o se è stato aggiornato. Però le assicuro che il romanzo è lo stesso”. 
“No, lei insiste e non capisco il perché. Impossibile che sia questo. Impossbile”.
“Anche il computer mi dice che il catalogo ha un solo libro con questo titolo: questo”.
“Sa cosa le dico? Venerdì prossimo torno e le porto quello della mia amica, così anche lei imparerà qualcosa di nuovo. Arrivederci”.

***

“Buongiorno, cerco un libro che si intitola L’eleganza dei numeri primi”.
“Uno dei due. O L’eleganza del riccio o La solitudine dei numeri primi. Sono due cose diverse”.
“Ah, dice? Allora cosa faccio adesso? Non è per me, mi ci ha mandato mio figlio e non so cosa fare…”
“Provi a chiamare suo figlio.”.
“Ah, dice? Ok, allora faccio una chiamata e poi le faccio sapere”.
(La signora fa una telefonata e poi torna da me)
“Eccomi. Mio figlio in effetti mi aveva chiesto sia l’uno che l’altro”.

***

“Salve, cerco un libro che non ricordo come si chiama…”.
“L’autore se lo ricorda?”.
“No, però l’ho comprato qua diciassette anni fa. Stava lì in quell’angolo”.
“Diciassette anni fa? Guardi che diciassette anni fa questo negozio non c’era. Anzi, non c’era neppure il centro commerciale”.
“No, no, glielo assicuro. Il libro stava in quell’angolo là. Mi creda”.