kimjongildroppingthebass:

kim droppin’ with boy 8-bit in social club

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kim droppin’ with boy 8-bit in social club

(troppa bellezza in una foto sola)
 
Alexander Skarsgård & Lara Stone by Peter Lindbergh

(troppa bellezza in una foto sola)

Alexander Skarsgård & Lara Stone by Peter Lindbergh

Scegliete gli uomini sbagliati e poi passate la vita a lamentarvi. O crescete o finirà sempre così. Gli uomini non si cambiano. Evitate di scegliere i cretihi e avrete la vita facile. Amen.
Prima legge del primo appuntamento: durante la doccia ti andrà lo shampoo negli occhi. Prima uno, poi l’altro.
Seconda legge del primo appuntamento: non importa quanto sia vasto e firmato il tuo guardaroba, sceglierai sempre il vestito peggiore.
Terza legge del primo appuntamento: non avrai mai la scarpa giusta per l’occasione.
Quarta legge del primo appuntamento: non ce l’avevi ieri, non ce l’avrai domani. Che cos’è? Il brufolo in fronte.
Quinta legge del primo appuntamento: gonna corta, calza si smaglia. Gonna lunga, sembri ‘na vecchia.
Sesta legge del primo appuntamento: se lui porta dei fiori tu sei allergica. Se lui porta del vino tu sei astemia. Se lui porta del prosciutto è un cretino. Dài, chi è che porta del prosciutto al primo appuntamento? E comunque tu sei vegana.
Settima legge del primo appuntamento: più hai voglia di fare sesso più lui si ingollerà tequila cercando di fare il simpatico. Riuscirà invece a disidratare un lago di umori vaginali.
Ottava legge del primo appuntamento: comunque vada, speravi meglio.
Nona legge del primo appuntamento: più l’intimo è raffinato, meno probabilità ci sono che lui lo veda.
Decima legge del primo appuntamento: metti le mutande coi buchi che tanto stasera non si tromba. Si tromba.
Undicesima legge del primo appuntamento: con il calice in mano tra il sorriso e il “Salute” passano esattamente 24 nanosecondi. Lui sarebbe capace di riempirli tutti con una quantità abnorme di minchiate inascoltabili. Per il bene del resto della serata digli di stare zitto e bere.
Dodicesima legge del primo appuntamento: anche lui ha lo shampoo negli occhi, anche lui è vestito da cani, anche lui ha le mutande bucate che tanto non si tromba da una vita, te figurati stasera, anche lui ha un brufolo in fronte, anche lui, forse, sperava meglio.

Divertitevi.
Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: […] a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.
Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.
Io al *** ci sono andata per anni. Oddio, ormai quasi per due decenni, che paura. Ci ho passato la notte più bella della mia vita, una di quelle di cui ti penti poi per il resto della suddetta

surisburnbook:

I can’t even believe that a wealthy person paid money for those shorts. Or those knee socks. (Knee socks? Seriously?) And while I can appreciate the occasional use of licensed merchandise, I think Apple Martin’s Hello Kitty bag is rather childish. The whole ensemble is just a little too pedestrian for someone of her financial standing. Ah, well. The apple doesn’t fall far from the tree.

Everyone knows I only carry my Little Mermaid bag ironically:

Salve, posso farle una richiesta un po' scema? (follie in libreria)

egoteque:

“Salve, posso farle una richiesta un po’ scema?”.
“Mi dica pure”.
“Allora, io non so se è possibile ma vorrei chiedere se avete in negozio un libro per mia figlia che sto cercando da qualche giorno. C’è però un problema che non so se si può affrontare: io di questo libro non conosco l’autore. Voi potete provare comunque a vedere se l’avete in casa?”.
“Beh, se lei sa il titolo, certo che possiamo”.
“Il titolo? Certo che lo so, anzi è l’unica cosa che so. Il libro si chiama Il conte di Montecristo. Però non conosco l’autore e mi dispiace tantissimo mettervi in difficoltà. Con tutti i libri che ci sono qua”.

***

“Salve, una mia amica mi ha parlato di un libro che ti spiega come fare i figli.”
“Scusi, non ho capito”.
“Ah, ah, ah, scusi lei, mi sono spiegata male. Questo libro spiega come fare o un maschio o come fare una femmina. Guardi, io ho tre figli e mi sono usciti tutti maschi. Bastaaaa, non ne posso piùùù! Adesso voglio una femmina. La mia amica mi ha detto allora che c’è questo libro che spiega alcune tecniche per decidere il sesso. Lei ne sa qualcosa?”. 

***

“Salve, mi servirebbe Romanzo Criminale”.
“Sì, glielo vado a prendere” 
(Vado e torno con Romanzo Criminale in mano).
“Eccolo signora”.
“No, non è questo”.
“Signora, di Romanzo Criminale io conosco solo questo”
“No, quello che dico io è un romanzo che parla della banda della Magliana. Impossibile che sia questo”.
“Questo parla della banda della Magliana, non si scappa”.
“No, è impossibile, quello che ho visto a casa della mia amica aveva una copertina diversa e…”
“Le copertine spesso cambiano. Dipende dall’edizione o se hanno fatto un film tratto dal libro o se è stato aggiornato. Però le assicuro che il romanzo è lo stesso”. 
“No, lei insiste e non capisco il perché. Impossibile che sia questo. Impossbile”.
“Anche il computer mi dice che il catalogo ha un solo libro con questo titolo: questo”.
“Sa cosa le dico? Venerdì prossimo torno e le porto quello della mia amica, così anche lei imparerà qualcosa di nuovo. Arrivederci”.

***

“Buongiorno, cerco un libro che si intitola L’eleganza dei numeri primi”.
“Uno dei due. O L’eleganza del riccio o La solitudine dei numeri primi. Sono due cose diverse”.
“Ah, dice? Allora cosa faccio adesso? Non è per me, mi ci ha mandato mio figlio e non so cosa fare…”
“Provi a chiamare suo figlio.”.
“Ah, dice? Ok, allora faccio una chiamata e poi le faccio sapere”.
(La signora fa una telefonata e poi torna da me)
“Eccomi. Mio figlio in effetti mi aveva chiesto sia l’uno che l’altro”.

***

“Salve, cerco un libro che non ricordo come si chiama…”.
“L’autore se lo ricorda?”.
“No, però l’ho comprato qua diciassette anni fa. Stava lì in quell’angolo”.
“Diciassette anni fa? Guardi che diciassette anni fa questo negozio non c’era. Anzi, non c’era neppure il centro commerciale”.
“No, no, glielo assicuro. Il libro stava in quell’angolo là. Mi creda”.

Non è trovare quello che
*sì, gli voglio bene, potrei farcela*
(…)
è trovare quello che
*non ce la farò mai, anzi, proprio non voglio farcela eppure faccio tutto lo stesso perché succede senza che io debba fare fatica, senza che io debba fare nulla, quasi contro la mia volontà*
[La proporzione definitiva] Barak Obama : Berlusconi = Bruce Springsteen : Vasco Rossi